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Il presupposto...
Nel corso degli ultimi anni, gli interventi tesi a ridurre nei giovani i comportamenti a rischio ed a promuovere comportamenti di promozione della salute, hanno spesso incontrato sia in Italia che all'estero una serie di importanti ostacoli. I percorsi adottati hanno considerato i giovani come “contenitori” e destinatari passivi degli interventi utilizzando strategie di approccio inadeguate che hanno di fatto consolidato alcuni dei comportamenti che si intendeva modificare.Bisogna quindi, uscire dall'ottica proposta dai vecchi approcci centrati esclusivamente sul problema e ragionare a più livelli dove la "target population" possa essere attivamente coinvolta nei processi di acquisizione delle "life skills".
Partendo inoltre dal presupposto poi che i veri “esperti” del mondo giovanile sono i giovani, bisogna elaborare delle strategie che facilitino l’incontro tra le risorse di formazione ed i destinatari della stessa, tali da facilitare sia il potenziamento delle capacità individuali che la configurazione autonoma di processi di formazione (peer education) tra pari.
La progettazione quindi degli interventi, che riguardano il giovane nel periodo di trasformazione, non può essere concepita rigidamente. La formazione per l'educazione alla salute riguarda il giovane nel suo insieme e si attua sempre nelle sue varie dimensioni: affettiva, cognitiva, corporea e di relazione e quindi oltre ai criteri fondati su un rigore scientifico, per il raggiungimento di obiettivi pluridimensionali.
Il progetto dal 1986...
Questi obiettivi sono stati raggiunti tenendo conto delle diverse e complesse realtà della Scuola, cercando di armonizzare le esigenze del piano didattico, le istanze di consulenza ed aiuto dei singoli docenti e genitori, spesso espresse come esigenze di intervento “indifferibile” a fronte di ben note emergenze sociali (abuso, dispersione...) ed il dialogo con i ragazzi, veri destinatari prioritari del modulo progettuale.
In tale scenario iniziale, dove l’urgenza di un ”fare” ha dominato a lungo la necessità di una programmazione educativa, oggi si sta consolidando una percezione ancor più nitida degli obiettivi da raggiungere con una strategia che pone la figura del Medico in evidenza al pari delle altre figure formative, finalmente un po' distante ma non lontano dalle attività diagnostico-terapeutiche.
Oggi è quindi possibile affermare che il lavoro svolto dal Medico in ambito scolastico ha è cambiato rispetto ai canoni tradizionali legati a generici percorsi di sanità pubblica, e quindi capace di interpretare con tempestività le esigenze formative rispetto ai temi di educazione alla salute per offrire competenza professionale e soluzioni a portata di mano immediatamente disponibili.